15 Gen Accorpamenti scolastici: i sindacati contro il commissariamento della Regione
Flc Cgil Lucca e Cobas Lucca esprimono una sincera perplessità per la decisione del governo di commissariare la Regione Toscana nel merito degli accorpamenti scolastici, che appare come un comportamento connotato da un’ombra autocratica. Questo perché la decisione, motivata con la necessità di rispettare la tabella di marcia sul programma degli accorpamenti, è arrivata a pochi giorni dalla nomina di un nuovo responsabile dell’Ufficio Scolastico Regionale, che dovrebbe quindi assumere il ruolo di commissario.
Secondo i sindacati, tale scelta sembra quindi più di carattere politico che organizzativo, in quanto mirata ad esautorare la Regione, che aveva presentato ricorso contro i 16 accorpamenti previsti sul proprio territorio, in un ambito di sua competenza. Se davvero così fosse, il commissariamento, a maggior ragione vista la nomina del nuovo commissario, sarebbe una gravissima offesa agli organi politici regionali e territoriali e al sistema scolastico tutto. Così facendo si andrà infatti a centralizzare una decisione che, proprio per la sua natura, richiede invece una profonda attenzione e vicinanza ai territori che investe, con le loro particolarità e criticità specifiche, possibile solo per un’istituzione che di questo argomento si è già occupata da tempo e continua ad occuparsi.
Flc Cgil Lucca e Cobas Lucca vogliono quindi rinnovare il proprio appello contro gli accorpamenti scolastici. Una misura stabilita a livello statale, applicata con criteri numerici che non tengono conto delle peculiarità locali, e che rischia di creare un numero di criticità ben maggiore rispetto al possibile, minimo risparmio in termini economici. Il rischio non è solo quello della perdita di posti di lavoro, ma anche di una perdita di identità degli istituti stessi, che comporterebbe gravi ricadute a livello didattico per gli studenti, oltre a quello di penalizzare fortemente le aree più marginali del Paese. Senza contare inoltre le difficoltà amministrative per i poli scolastici che si troveranno a gestire sedi molto distanti tra loro.
I sindacati vogliono quindi invitare nuovamente non solo le istituzioni, ma anche la società civile, a far sentire la propria voce per contrastare un progetto che potrebbe avere conseguenze disastrose, sia a breve che a lungo termine, per tutto il sistema scolastico.