Dichiarazione di Rossano Rossi , segretario CGIL Lucca, in merito a situazione economica e questione licenziamenti nella nostra provincia.

Dichiarazione di Rossano Rossi , segretario CGIL Lucca, in merito a situazione economica e questione licenziamenti nella nostra provincia.

Dalla cronaca di Lucca de Il Tirreno di oggi , 13 luglio , pubblichiamo la dichiarazione rilasciata da Rossano Rossi , segretario generale della CGIL Lucca in merito alla situazione economica provinciale ed alla questione degli eventuali licenziamenti.

– Martedì 13 Luglio 2021

LUCCA. C’è chi lo chiama pericolo emulazione e chi parla di effetto domino, ma la sostanza è la stessa. La perdita del posto comunicata via mail dalla Gkn di Campi Bisenzio ai 422 dipendenti rappresenta un pericoloso precedente e i sindacati hanno timore che dopo lo “sblocco selettivo” dei licenziamenti (escluso il settore della moda) anche a Lucca qualcuno possa seguire quell’esempio o comunque usarlo come spauracchio al tavolo delle trattative. «Chiariamo subito – spiega Rossano Rossi, segretario provinciale della Cgil – , Lucca non è Firenze e sebbene sul nostro territorio non si ravvisino situazioni analoghe, il rischio che vi sia un processo di emulazione esiste. Per questo mi auguro che ci sia una risposta molto forte sia da parte della società, sia da parte delle istituzioni. Simili comportamenti non possono rimanere impuniti e soprattutto non devono diventare un esempio. La Cgil era per prolungare il blocco dei licenziamenti fino a fine ottobre, ma ci siamo seduti al tavolo con un governo che non ci rappresenta per mantenere unito il fronte sindacale e alla fine abbiamo trovato un punto di caduta ritenuto accettabile in un contesto molto complesso. Alle aziende è stata data la possibilità di accedere gratuitamente ad altre 13 settimane di cassa integrazione. E Gkn cos’ha fatto? Ha licenziato subito tutti. Non si può accettare. Oltretutto il Covid non c’entra: la loro è più una delocalizzazione, per spostare gli stabilimenti dove il costo del lavoro è minore. Se passa questa linea, la ripartenza viene fatta sulla pelle dei lavoratori che è bene ricordarlo hanno già pagato. Nonostante il blocco dei licenziamenti nel 2020 ci sono stati 970 posti in meno: penso ai contratti non prolungati dei tempi determinati, agli stagionali che non sono stati chiamati o a coloro che hanno scoperto di essere assicurati per molte meno ore di quelle che in realtà facevano, percependo così sostegni inadeguati. Ripeto: non si può cancellare una prassi consolidata di relazioni sindacali. Serve una risposta forte».

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