Intervento di Dalida Angelini, segretaria CGIl Toscana , su Il Tirreno di oggi , 14 Giugno

Intervento di Dalida Angelini, segretaria CGIl Toscana , su Il Tirreno di oggi , 14 Giugno

LUCCA – Lunedì 14 Giugno

La cosa che ci sta più a cuore è provare a non subire passivamente il destino. Pensiamo che sia un nostro dovere, ragionare sulle cose, scoprire le insidie prima che sia troppo tardi e soprattutto prevedere e lavorare sulle possibilità che si aprono. Riteniamo, un po’ per mestiere – siamo sindacalisti – e molto per la sensibilità, che la maledetta pandemia possa ora trascorrere lasciandoci sulla porta di un futuro davvero migliore. Aver cura di ognuno per aver cura di tutti, sta per andare in onda il principio di responsabilità combinato con la necessità e la possibilità. Nulla sarà più come prima solo se condividiamo la sfida a fare tutto presto e bene. Insieme. Non basta infatti il presto se non facciamo bene. Ora. Noi, per parte nostra non stiamo alla finestra, siamo abituati a calarci nella condizione di vita, nei bisogni di carattere generale ma anche frequentando esperienze individuarli, di singoli o di piccole comunità. Benedetta Toscana così diversa e così prossima. Benedetta Toscana bella da commozione e difficile: irta, a picco, tagliata dai venti salmastri, sbiancata dai calanchi, tappezzata da boschi, bagnata dalle marine. Siamo fatti così: più di un milione i toscani che vivono nelle arre interne. Il 30% della popolazione sul 60% del territorio. Lo ripetiamo da tempo perché le diseguaglianze, le criticità, la marginalità di quanti possono soffrirne ha oggi nel Piano nazionale di ripresa e resilienza un formidabile strumento. Soldi applicati a progetti condivisi. Utili subito e strategici per il futuro prossimo e remoto. Se ci poniamo il problema, se ci diamo l’obbiettivo di far arrivare davvero risorse almeno pari alla sua dimensione, se costruiamo una governance linearmente strutturata e mirata ad arrivare a casa, in ogni comune, anche il più piccolo, non solo facciamo bene a chi è solo, è più debole, è più fragile, ma restituiremo a quei luoghi centralità. Una concreta possibilità di sviluppo. La vita stessa è il bene assoluto. La infrastrutturazione materiale e immateriale il più grande investimento capace di restituire serenità, così come di produrre ricchezza: luoghi antichi, persone che fin qui li hanno abitati e che ora divengono garanti non solo e non tanto di resistenza quanto di resilienza. Occorre progettualità, presidio, controllo e capacità collettiva. La proposta è dunque quelle di istituire per ciascuna delle aree interne un ufficio unico dotato di personale in grado di realizzare le adeguate progettazioni. E farlo in modo coordinato a livello regionale.Il Piano nazionale di ripresa e resilienza ha le risorse per farlo. Di questo parliamo quando diciamo di unire la Toscana per farla restare unica. — * segretaria generale Cgil Toscana

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