Rossano Rossi, segretario CGIL Lucca, interviene sugli infortuni mortali sul lavoro.

Rossano Rossi, segretario CGIL Lucca, interviene sugli infortuni mortali sul lavoro.

Dalle pagine regionale de Il Tirreno di oggi , 14 febbraio , pubblichiamo questo articolo che riporta le dichiarazioni di Rossano Rossi , segretario generale CGIL Lucca , rispetto ai tanti infortuni mortali sul lavoro.

Rossi: «Morti aumentati nonostante il lockdown»
«Si guarda solo al costo»

«Gli infortuni mortali non sono figli di un destino cinico e imbroglione. O frutto di fatalità. Ma chiaramente fanno riferimento a scelte politiche scientemente effettuate da chi ha pensato che la via dello sviluppo di questo paese passasse dalla riduzione del costo del lavoro». A parlare è il segretario generale della Cgil di Lucca, Rossano Rossi, con un passato sindacale a Empoli e anche di impegno politico nella sinistra. Rossi parte dai numeri: l’anno scorso, nel complesso, gli incidenti sul lavoro sono calati perché le aziende sono rimaste ferme a causa della pandemia. «Ma non sono calati gli infortuni mortali – spiega il segretario – tra gennaio e luglio 2020 siamo passati a 36 da 32, dato per lo stesso periodo del 2019. In Italia sono aumentati del 20%. In Toscana, in più, con l’affacciarsi del nuovo anno, abbiamo avuto un’impennata paurosa nelle ultime due settimane. E non importa che le vittime siano piccoli artigiani o dipendenti, bisogna capire le cause che ci portano a queste situazioni».Le ragioni sono molteplici «e tutte concatenate – va avanti Rossi – siamo di fronte a una fetta di lavoro profondamente condizionata dalla precarietà, dallo sfruttamento e dal ricatto che c’era anche prima della pandemia, e che mette in condizioni le persone di accettare tutte le condizioni anche perché la povertà è aumentata». Dall’altra parte anche quando si parla di industria 4.0, di digitalizzazione in realtà «poi si va sempre sa colpire il costo del lavoro». La sponda normativa che ha reso il mercato del lavoro eccessivamente “elastico” e ha aumentato la precarietà, per Rossi è il Jobs act «che non ha però aumentato i posti di lavoro». In attesa di riforme nazionali «con il ripensamento di un modello di sviluppo che si basi soprattutto su un lavoro non precario e che venga pagato in maniera dignitosa», per la sicurezza e la prevenzione degli incidenti sul lavoro, intanto, conclude Rossi «la Toscana potrebbe aumentare le risorse che ha già messo a disposizione per i controlli attraverso apposite figure delegate dalle organizzazioni sindacali che vanno a monitorare le aziende più piccole (mentre quelle più grandi hanno figure aziendali dedicate)». –(6 _ continua)© RIPRODUZIONE RISERVATA

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